L’Inter continua a vincere. Vince tanto, vince sempre, per qualcuno vince addirittura troppo. Più vince, più il “rumore dei nemici” si afflevolisce, pronto però a ridondare più avanti, magari ”sperando” nel Chelsea, perché “è ora di finirla di fare i forti con i deboli e i deboli con i forti”. L’Europa, quindi, come missione da non fallire, la Champions come obiettivo da conquistare. Perché “vincere in Italia, dopo Calciopoli e contro avversari azzoppati, è troppo semplice”. E, allora, è arrivato il momento di dimostrare di essere una squadra Speciale con un allenatore Speciale. Anche contro chi, è inutile nasconderlo, vanta i favori del pronostico. …Leggi il resto »

Nel Grande Fratello, se bestemmi, vai a casa. Teoricamente, ma molto teoricamente, la regola dovrebbe valere anche nel calcio, ma nessuno si è mai sognato di applicarla. Adesso, però, per porre fine alle continue imprecazioni riprese dalle telecamere e udite solo dai protagonisti sul terreno di gioco, scende in campo il presidente del Coni, Gianni Petrucci. …Leggi il resto »

Non ne aveva bisogno, ma si è rinforzata lo stesso. E per questo merita l’Oscar del mercato di gennaio. Stiamo parlando dell’Inter di Mourinho che a gennaio è riuscita nell’impresa di sfoltire la rosa, migliorandola non poco. Piazzati Suazo al Genoa, Vieira al City e Mancini al Milan, il clan nerazzurro si è assicurato Pandev (costo zero) e Mariga (due noccioline se si considera la giovane età e gli enormi margini di miglioramento). Moratti, una volta tanto, ha saputo anche resistere alla tentazione di aprire eccessivamente il portafogli, non cedendo al “ricatto” di Lotito per Ledesma. …Leggi il resto »

Sono passati otto giorni da quando il Milan aveva tra le mani (anzi, tra i piedi) la palla buona, quella che teoricamente (ma molto teoricamente) avrebbe potuto riaprire il campionato. A -6, con il derby da giocare e la partita con la Fiorentina da recuperare, Leonardo poteva sognare l’aggancio. Peccato che il risveglio sia stato peggiore del peggior incubo. Schiantato nel derby ben oltre il risultato finale, il Milan ha alzato le braccia, arrendendosi, contro il Livorno. Un pareggino tanto inutile ai fini della classifica quanto utile ai fini della verità. …Leggi il resto »

Esisteva una volta la Juventus. Vincente, lungimirante, incapace di esonerare un allenatore. Esisteva, appunto. Adesso è un’altra squadra ma, soprattutto, è un’altra società. Quelli che da molti vengono definiti i “nostalgici di Moggi” probabilmente sono solo nostalgici della competenza di Moggi; uno che di errori ne ha fatti molti, ma che di scelte azzeccate ne ha fatte ancora di più. Una proprietà forte e una società capace sono prerogative imprescindibili per ottenere successi importanti e i risultati della Juve di oggi sono lì a dimostrarlo. Tra John Elkann e Jean Claude Blanc non si sa chi sia il braccio e chi la mente delle ultime “geniali” trovate. Di sicuro, entrambi hanno tante idee e tutte molte confuse. …Leggi il resto »


Chiudi
Invia e-mail