In Sudafrica, il ritmo delle vuvuzelas è sempre più sudamericano. L’Argentina di Maradona incanta, il Brasile di Dunga convince, Paraguay e Uruguay sorprendono. L’Europa, nel primo mondiale africano della storia, fatica. Germania, Olanda e Spagna procedono lente, Italia e Inghilterra sembrano avere il freno a mano tirato, la Francia ha già spento il motore.
Domenech, al momento, è l’allenatore più criticato del mondo, ma la coppia Lippi-Capello è pronta a prenderne la scia ed, eventualmente, a staccare eventuali “rivali”. Per un mese ogni quattro anni siamo tutti commissari tecnici, e allora ogni suggerimento è utile, ogni critica è costruttiva, qualsiasi arrabbiatura è comprensibile. Chi mettere, chi togliere, chi sostituire? Chi vincerà? Chi deluderà? Ct d’Italia, è ora di cominciare a fare il nostro mestiere…
Francesca Schiavone ha vinto il torneo di tennis del Roland Garros. Un’impresa storica: mai un’italiana aveva vinto un titolo dello Slam. Con questa vittoria inoltre la nostra atleta raggiunge il sesto posto in classifica Wta, livello mai raggiunto prima da una tennista azzurra. In finale la Leonessa ha vinto in due set (6-4 7-6), in un match di alto livello agonistico, contro la favorita Samantha Stosur, numero 7 al mondo, che aveva eliminato Justine Henin, la numero 1 mondiale Serena Williams e la ex numero 1 Jelena Jankovic. In finale, la Schiavone ha messo in campo un tennis spettacolare. …Leggi il resto »
Ci mancava pure questa. L’Italia a pezzi umiliata dal Messico ne perde un altro e pure pregiato. Pirlo quasi sicuramente dovrà rinunciare al Sudafrica. E la Nazionale con meno fantasia che si ricordi deve fare a meno di quel po’ di fosforo che le restava a centrocampo. …Leggi il resto »
Inter, festa infinita
La vittoria del Normal One
Diego Milito è l’uomo del destino dell’Inter. Ancor più di Mourinho. Perchè è dai piedi di Milito che sono arrivati i due gol che al Bernabeu hanno steso il Bayern Monaco, riportando i nerazzurri sul tetto d’Europa dopo quarantacinque lunghissimi anni.Il Principe ha dimostrato di essere implacabile nei momenti decisivi.
Non importa se si sta giocando la finale di Champions, quella della Tim Cup, o l’ultima giornata di un campionato all’ultimo respiro: lui la mette dentro. Lui, il Normal One, quello tutto casa, famiglia e gol.
Una stagione perfetta la sua, che proseguirà con un Mondiale in cui ha tutte le carte in regola per giocare da protagonista, Maradona permettendo. Una stagione che lo mette in pole position per il prossimo Pallone d’Oro.
Ma se l’Inter, dopo anni di digiuni fa indigestione di successi e, ingorda, agguanta un magnifico triplete lo deve a un collettivo che ha dimostrato di essere determinato e compatto, in cui i singoli talenti sono all’assoluto servizio della squadra. E di questo il merito è senza dubbio di Josè Mourinho, in grado di regalare ai tifosi nerazzurri un sogno dopo anni di incubi, o di successi a metà. Ora resta da vedere se continuerà a sedere sulla panchina dell’Inter. Ma questa è un’altra storia.
Elvira Pollina







