C’è chi nasce in camicia e chi nasce in canotta. José Mourinho è nato in camicia, Rafa Benitez in canotta. Per capirlo, basta aguzzare la vista. Il primo è bello, magro, ricco. Il secondo è ricco, bruttarello e decisamente grassoccio. Nulla di male, per carità. Il problema è che i due hanno un distinguo decisamente più “pesante”. Il primo da Moratti ha avuto tutto, ma proprio tutto, quel che poteva ottenere: da Milito a Sneijder, da Lucio a Quaresma (!). Il secondo, invece, non ha avuto un bel niente, nemmeno una figurina da appiccicare all’armadietto dello spogliatoio. Perché Coutinho e Biabiany erano già nerazzurri mentre Balotelli è volato via senza colpo ferire. Leggi il resto »
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Ibra domenica e Robinho martedì. Nel giro di 48 ore il Milan ha messo a segno i due colpi potenzialmente più pesanti dell’intera fiera dei sogni del mercato. Dopo due mesi di tentennamenti e dintorni, Galliani riallinea i suoi alla corazzata Inter, ancor’oggi da ritenersi favorita nella corsa allo scudetto. Al Milan arriva Robinho (per 18 milioni più bonus) mentre la Roma strappa Borriello alla Juventus scatenando l’entusiasmo nell’etere capitolino. La Juventus ha chiuso il mercato prendendo Leggi il resto »
Un tempo, nemmeno troppo lontano, l’Oscar del mercato veniva dato a chi riusciva a portarsi a casa Platini o Maradona, Baggio o Ronaldo, Zidane o Shevchenko: campioni più o meno giovani ma dal successo garantito e dal contratto multimiliardario. Nemmeno il tempo di leggersi un libro e l’Oscar per il migliore direttore sportivo è finito nelle mani di chi, tra un problema di bilancio e l’altro, alcuni dei suddetti campioni (vedi Ronaldo, Zidane e Shevchenko) è riuscito a venderli come nemmeno le ciliegie in piazza San Babila a Milano. Adesso, dopo aver giusto giusto sfogliato il giornale, ci troviamo con l’ambita statuetta in mano e nessun pretendente al titolo. Sì, perché acquistare Dzeko e vendere Balotelli a peso d’oro non è semplice, ma vuoi mettere con la rescissione del contratto di Grosso e Zebina, Oddo e Jankulovski? Leggi il resto »
In Sudafrica, il ritmo delle vuvuzelas è sempre più sudamericano. L’Argentina di Maradona incanta, il Brasile di Dunga convince, Paraguay e Uruguay sorprendono. L’Europa, nel primo mondiale africano della storia, fatica. Germania, Olanda e Spagna procedono lente, Italia e Inghilterra sembrano avere il freno a mano tirato, la Francia ha già spento il motore.
Domenech, al momento, è l’allenatore più criticato del mondo, ma la coppia Lippi-Capello è pronta a prenderne la scia ed, eventualmente, a staccare eventuali “rivali”. Per un mese ogni quattro anni siamo tutti commissari tecnici, e allora ogni suggerimento è utile, ogni critica è costruttiva, qualsiasi arrabbiatura è comprensibile. Chi mettere, chi togliere, chi sostituire? Chi vincerà? Chi deluderà? Ct d’Italia, è ora di cominciare a fare il nostro mestiere…
Francesca Schiavone ha vinto il torneo di tennis del Roland Garros. Un’impresa storica: mai un’italiana aveva vinto un titolo dello Slam. Con questa vittoria inoltre la nostra atleta raggiunge il sesto posto in classifica Wta, livello mai raggiunto prima da una tennista azzurra. In finale la Leonessa ha vinto in due set (6-4 7-6), in un match di alto livello agonistico, contro la favorita Samantha Stosur, numero 7 al mondo, che aveva eliminato Justine Henin, la numero 1 mondiale Serena Williams e la ex numero 1 Jelena Jankovic. In finale, la Schiavone ha messo in campo un tennis spettacolare. Leggi il resto »






