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	<title>Bar Sport</title>
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	<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 07:46:45 +0000</pubDate>
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		<title>Milan, il peggio deve venire</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 07:46:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Tgcom</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Champions. Europa. Il Milan è stato eliminato. E umiliato. Nessun problema, cose che capitano. Il problema, quello vero, è che ha (forse definitivamente) abdicato. Dal grande calcio europeo e mondiale, si intende. Dopo che per diversi anni (dall&#8217;insediamento di Berlusconi in poi) i rossoneri sono stati i principali protagonisti del calcio internazionale e intercontinentale, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://barsport.tgcom.it/wpmu/files/2010/03/galliani.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3041" src="http://barsport.tgcom.it/wpmu/files/2010/03/galliani-300x184.jpg" alt="" width="300" height="184" /></a>Champions. Europa. <strong>Il Milan</strong> è stato eliminato. E umiliato. Nessun problema, cose che capitano. Il problema, quello vero, è che <strong>ha (forse definitivamente) abdicato</strong>. Dal grande calcio europeo e mondiale, si intende. Dopo che per diversi anni (dall&#8217;insediamento di <strong>Berlusconi</strong> in poi) i rossoneri sono stati i principali protagonisti del calcio internazionale e intercontinentale, non lo sono più e, come detto, forse non lo potranno più essere. Non sarebbe il primo caso e non sarebbe nemmeno l&#8217;ultimo. L&#8217;<strong>Ajax</strong>, tanto per fare il primo nome che passa per la mente, ha dominato per decenni, ma non ha potuto reggere il confronto con le nuove potenze economiche europee ed è scomparso per non tornare più. Pazienza. Il mondo va avanti.<span id="more-3039"></span></p>
<p>Per tornare competivi ai massimi livelli <strong>servirebbero investimenti importanti</strong> che la proprietà rossonera, ormai è evidente, non intende più fare. <strong>Cedere Kakà</strong> è stato l&#8217;ultimo may day lanciato per aria. Poco prima, nell&#8217;anno della girandola dei terzini testri, a Milano era arrivato Zambrotta quando al Barcellona si era sistemato Dani Alves (32 milioni) e al Chelsea era andato Bosingwa (21 cucuzze).</p>
<p>Certo <strong>farebbero comodo i soldi degli sceicchi</strong>, o degli americani, o dei russi, ma un&#8217;operazione simile al momento non è in agenda. Il calcio italiano, poi, non ha l&#8217;appeal che serve per ingolosire i grandi investisori. Negli ultimi 10 anni è cambiata la proprietà del <strong>Chelsea</strong>, del <strong>Manchester United</strong>, del <strong>Manchester City</strong>, del <strong>Liverpool</strong> etc etc etc, ma Milan, Inter, Juventus, Roma etc etc etc sono rimaste in mano agli italiani. Un motivo c&#8217;è ed è evidente.</p>
<p>Oltre al Milan<strong> è crollato anche il Real</strong> che, però, a differenza dei rossoneri, di sicuro non sparirà dai più importanti palcoscenici europei. Puoi mettere insieme troppe figurine, puoi sbagliare qualche acquisto, puoi anche cannare la scelta dell&#8217;allenatore, ma <strong>alla lunga i soldi ti aiutano a restare a galla</strong>. E a Madrid ne hanno tanti. Ma davvero tanti&#8230;</p>
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		<title>Maratona di New York, è già tempo di iscriversi</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 09:47:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Tgcom</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

		<category><![CDATA[maratona]]></category>

		<category><![CDATA[new york]]></category>

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		<description><![CDATA[La prossima maratona di New York si svolgerà il 7 Novembre 2010. Mancano ancora dunque diversi mesi, ma chi ha in programma di andare oltre oceano per partecipare all’evento deve cominciare a pensarci già adesso (per sperare di avere un pettorale occorre iscriversi entro questo mese). C’è da iniziare a pianificare con largo anticipo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3037" src="http://barsport.tgcom.it/wpmu/files/2010/03/maratona.jpg" alt="" width="229" height="185" />La prossima maratona di New York si svolgerà il 7 Novembre 2010. Mancano ancora dunque diversi mesi, ma chi ha in programma di andare oltre oceano per partecipare all’evento deve cominciare a pensarci già adesso (per sperare di avere un pettorale occorre iscriversi entro questo mese). C’è da iniziare a pianificare con largo anticipo il necessario piano di allenamenti, soprattutto se non si è dei professionisti della corsa, e poi bisogna pensare a organizzare la trasferta in terra americana. Una trasferta che può trasformarsi in un bel viaggio nella città della grande mela anche per chi magari non ha nessuna intenzione di correre la maratona. <span id="more-3035"></span></p>
<p>In questo senso ci è stato segnalata l’iniziativa di SpecialeMaratona.com. Che ha già approntato un pacchetto che comprende volo aereo (partenza il 4 novembre da Milano, ritorno il 10 novembre), pernottamento a Manatthan (Distrikt Hotel, con servizio di trasferimento da e per l’aeroporto cittadino), pettorale e iscrizione alla maratona. Insomma, un servizio “chiavi in mano” per i partecipanti alla corsa e anche per gli eventuali accompagnatori. Perché, appunto, è un’occasione per visitare New York assaporando a pieno quella particolare atmosfera che solo una delle più grandi manifestazioni sportive al mondo è in grado di creare. Per tutte le necessarie informazioni sul pacchetto Maratona basta scrivere al seguente indirizzo di posta elettronica: <strong>info@specialemaratona.com</strong>. Oppure telefonare a questo numero: <strong>TEL.</strong> <strong>348.4502117</strong></p>
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		<title>Inter, devi accettare. E imparare.</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 13:57:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Tgcom</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>

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		<category><![CDATA[Moratti]]></category>

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		<description><![CDATA[Le sentenze vanno rispettate. Sempre e comunque. La prima società a doverlo sapere è l&#8217;Inter che dalle decisioni dei giudici di Calciopoli ha tratto enorme vantaggio. In via Durini nessuno, nell&#8217;estate del 2006, si sognò di alzare un dito né tanto meno di rifiutare uno scudetto. E ci mancherebbe altro. Coerenza vorrebbe, però, che adesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://barsport.tgcom.it/wpmu/files/2010/02/mourinho_moratti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3031" src="http://barsport.tgcom.it/wpmu/files/2010/02/mourinho_moratti-300x188.jpg" alt="" width="300" height="188" /></a><strong>Le sentenze vanno rispettate</strong>. Sempre e comunque. La prima società a doverlo sapere è l&#8217;<strong>Inter</strong> che dalle decisioni dei giudici di <strong>Calciopoli</strong> ha tratto enorme vantaggio. In via Durini nessuno, nell&#8217;estate del 2006, si sognò di alzare un dito né tanto meno di <strong>rifiutare uno scudetto</strong>. E ci mancherebbe altro. <strong>Coerenza</strong> vorrebbe, però, che adesso <strong>Massimo Moratti</strong> facesse altrettanto, rimproverando i suoi e incassando multe e squalifiche varie. Sacrosante, tra l&#8217;altro.<span id="more-3033"></span></p>
<p>Non è stato e non sarà così. L&#8217;Inter (e il suo presidente) a tutto pensano tranne che a mettersi l&#8217;anima in pace. <strong>Gli avvocati sono al lavoro</strong> per presentare ricorso. Come se mimare le manette, minacciare l&#8217;arbitro e menare (perché questo è quanto accaduto nel sottopassaggio di San Siro) non fosse di una gravità assoluta, punibile in maniera esemplare come, purtroppo, non (NON) è avvenuto.</p>
<p>La speranza, adesso, è duplice. Prima di tutto <strong>urge sperare che non venga utilizzata nessuna clemenza</strong> nei confronti di chi ha offerto uno spettacolo ignobile a tutta Italia. Poi bisogna augurarsi che <strong>Moratti e il resto della truppa facciano autocritica</strong>, imparando una volta per tutte la lezione. In campo si va per giocare a calcio, non per tirare calci né tanto meno per creare un clima da saloon.</p>
<p>Con <strong>Mourinho</strong> la partita sembra persa in partenza. La speranza è che <strong>Moratti</strong> porti a casa almeno il pareggio&#8230;</p>
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		<title>Allenatori battono giocatori 10-0</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 15:34:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Tgcom</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In campo scendono i giocatori, ma oggi lo spettacolo (almeno in Italia) lo fanno soprattutto gli allenatori. Sulle prodezze di Totti, le giocate di Del Piero, i gol di Milito e gli scatti di Pato, infatti, stanno prendendo il sopravvento le dichiarazioni pre e post gara dei mister. La vigilia della 25.ima giornata, in questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://barsport.tgcom.it/wpmu/files/2010/02/abbraccio_leonardo_mourinho_milan_inter.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3027" src="http://barsport.tgcom.it/wpmu/files/2010/02/abbraccio_leonardo_mourinho_milan_inter-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a>In campo scendono i giocatori, ma oggi<strong> lo spettacolo (almeno in Italia) lo fanno soprattutto gli allenatori</strong>. Sulle prodezze di <strong>Totti</strong>, le giocate di<strong> Del Piero</strong>, i gol di <strong>Milito</strong> e gli scatti di <strong>Pato</strong>, infatti, stanno prendendo il sopravvento le dichiarazioni pre e post gara dei mister. La vigilia della 25.ima giornata, in questo senso, è stata uno spettacolo per il quale avremmmo dovuto pagare il biglietto.<span id="more-3025"></span></p>
<p>Il primo a sparare dritto al petto dei rivali è stato<strong> José Mourinho</strong>. Nel mirino del portoghese la Juve (&#8221;C&#8217;è solo un&#8217;area lunga 25 metri&#8221;), la Roma (&#8221;Sa piangere bene&#8221;) e il Napoli (&#8221;De Laurentiis non avrebbe i soldi per pagarmi&#8221;). Particolarmente agguerrito è parso anche <strong>Leonardo</strong> il quale ha risposto stizzito niente-popò-di-meno-che al suo presidente: &#8220;Se Berlusconi non è soddisfatto basta una telefonata e tolgo il disturbo&#8221; ha detto Leo in conferenza stampa guardando dritto dritto le telecamere.</p>
<p>Nel marasma generale si sono tuffati anche <strong>Mazzarri</strong> (&#8221;Mourinho parla solo di soldi e con la squadra che ha potrebbe anche non allenare&#8221;) e <strong>Ranieri</strong> che, come l&#8217;allenatore del Napoli, ha risposto per le rime allo Special One: &#8220;Non deve essere così difficile passare da Abramovich a Moratti&#8221; ha detto il tecnico giallorosso.</p>
<p>Insomma, <strong>chi campa di informazione sportiva dovrebbe ringraziare sentitamente</strong> e portare a casa, anche perché se aspettassimo qualche dichiarazione al veleno dei calciatori potremmo andare in letargo per restarci il più a lungo possibile. &#8220;Devo farmi trovare pronto ma le scelte le fa il tecnico&#8221;, &#8220;Il gol non è tutto&#8221;, &#8220;Siamo stati sfortunati&#8221;, &#8220;I conti si fanno a fine stagione&#8221;, &#8220;Non è una partita decisiva&#8221;, &#8220;Pur di giocare sono disposto a fare anche il portiere&#8221; etc etc etc. Grazie, grazie davvero, siamo a posto così&#8230;</p>
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		<title>Ovrebo, il &#8220;killer imperfetto&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 21:45:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Tgcom</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Nel caso della Fiorentina, il risveglio è stato peggiore del peggior incubo. Andare all’Allianz Arena, sfidare il “Grande Bayern Monaco”, giocare la “partita perfetta” ed uscire sconfitti è quanto di peggio potesse augurarsi qualsiasi tifoso viola. Puniti da Robben? Colpiti da Ribery? Stesi da Mariolone Gomez? Nemmeno per sogno. A killerare Frey è stato mister [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://barsport.tgcom.it/wpmu/files/2010/02/ss.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3021" src="http://barsport.tgcom.it/wpmu/files/2010/02/ss-300x153.jpg" alt="" width="300" height="153" /></a>Nel caso della <strong>Fiorentina</strong>, il risveglio è stato peggiore del peggior incubo. Andare all’Allianz Arena, sfidare il <strong>“Grande Bayern Monaco”</strong>, giocare la <strong>“partita perfetta”</strong> ed uscire sconfitti è quanto di peggio potesse augurarsi qualsiasi tifoso viola. Puniti da Robben? Colpiti da Ribery? Stesi da Mariolone Gomez? Nemmeno per sogno. A <strong>killerare Frey</strong> è stato mister <strong>Ovrebo</strong>, il cecchino più infallibile nella mani dell’<strong>Uefa</strong> da un paio d’anni a questa parte.<span id="more-3019"></span><br />
Dall’ingiusto cartellino rosso esibito a <strong>Gobbi</strong> alla mancata espulsione di <strong>Klose</strong> per finire al “millimetrico” fuorigioco non visto dello stesso <strong>Klose</strong>, la galleria degli orrori del 43enne fischietto norvegese si è arricchita notevolmente nonostante l’impresa fosse tutt’altro che semplice da realizzare. Tutti, infatti, hanno ancora ben impressa nella mente la semifinale di ritorno di Champions dello scorso anno quando in <strong>Chelsea-Barcellona</strong> i Blues di Guus Hiddink furono danneggiati oltre ogni ragionevole limite di decenza.</p>
<p>La verità, purtroppo, è che <strong>Ovrebo ha arbitrato benissimo</strong> lo scorso anno e ancora meglio mercoledì scorso. Non ricoprendo alcun ruolo istituzionale, noi ci esponiamo e lo diciamo chiaramente: dopo aver avuto il sospetto che Ovrebo sia stato un perfetto esecutore in Chelsea-Barcellona, adesso ne abbiamo la certezza. Quanto accaduto a Monaco di Baviera, infatti, <strong>non presuppone alcuna incapacità</strong>; con ragionevole certezza, è il caso di parlare di <strong>malafede</strong>.</p>
<p>Dodici mesi fa, la finale voluta dall’Uefa era <strong>Barcellona-Manchester United</strong>, era Messi contro Cristiano Ronaldo, era una spagnola contro un’inglese (e non, ancora una volta, due inglesi a confronto). E Barcellona-Manchester United è stata. Adesso, ci (e vi) chiediamo: in un’ipotetica semifinale di Champions, per chi pensa solo ed esclusivamente al business, allo show, è meglio avere il Bayern Monaco o la Fiorentina? Chiediamo venia, la domanda è retorica.</p>
<p>Il fatto è che Ovrebo (così come <strong>Moreno</strong>, l’indimenticabile arbitro di Italia-Corea ai mondiali nippocoerani del 2002, ndr) rappresenta il <strong>“killer imperfetto”</strong>, perché non essendo bravo, non sa indirizzare le partite come solo un grande arbitro sa fare, macchiando le sue prove con errori/orrori grossolani.</p>
<p>L’Europa, quindi, peggio dell’Italia, peggio di Calciopoli. Al momento, però, siamo costretti a guardare anche in casa nostra dove i fatti accaduti nelle ultime settimane fanno riflettere. L’impressione, infatti, è che la <strong>Juventus</strong>, trattata da squadra “normale” durante il girone d’andata, stia godendo di un (grosso) occhio di riguardo nel girone di ritorno. Il perché è sin troppo semplice da capire. Causa mancanza di risultati, i bianconeri rischiano seriamente di mancare l’appuntamento con il quarto posto, il che vorrebbe dire non partecipare alla Champions League 2010/2011. La miglior medicina, in questi casi, non è un cambio d’allenatore in più o uno in meno, bensì qualche rigoretto “generoso” di troppo distribuito di qua e tolto di là.</p>
<p>Dopo esserci candidati per il premio “peggior dietrologi del mondo”, promettiamo di tenere gli occhi ben aperti per aggiornarci a fine campionato. E a fine Champions, ovviamente…</p>
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		<title>Milan e Italia: illusione finita</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 09:03:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Tgcom</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Un tempo. Quarantacinque minuti. Tanta è durata l&#8217;illusione del Milan e dell&#8217;Italia intera che, adesso, si trova a tifare Inter e a gufare Carletto Ancelotti. A San Siro, contro il Manchester United, la squadra di Leonardo si è squagliata come neve al sole dopo mezz&#8217;ora di furore (e ottimo calcio) e prima di un finale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://barsport.tgcom.it/wpmu/files/2010/02/1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3017" src="http://barsport.tgcom.it/wpmu/files/2010/02/1-300x184.jpg" alt="" width="300" height="184" /></a>Un tempo. Quarantacinque minuti. Tanta è durata <strong>l&#8217;illusione del Milan</strong> e dell&#8217;Italia intera che, adesso, si trova a <strong>tifare Inter</strong> e a gufare Carletto Ancelotti. A San Siro, contro il <strong>Manchester United</strong>, la squadra di <strong>Leonardo</strong> si è squagliata come neve al sole dopo mezz&#8217;ora di furore (e ottimo calcio) e prima di un finale di speranze (purtroppo inutili). Ad imporsi è stata <strong>la legge del più forte</strong>, notevolmente diversa dalla legge del più bravo. Il Milan di oggi non vale, per solidità e forza di squadra complessiva, il Manchester così come <strong>il calcio italiano non vale (e non da oggi) quello inglese</strong>.<br />
Negli <strong>anni &#8216;90</strong>, per sette (sette) volte consecutivamente, abbiamo avuto (almeno) una squadra in finale. Negli ultimi sette (sette) scontri diretti con club inglesi, invece, siamo stati eliminati. Tutto è, ovviamente, tranne che un caso anche se i numeri spesso e volentieri traggono in inganno.<span id="more-3015"></span></p>
<p>A <strong>rimanere ingannati</strong>, però, qui rischiano di essere soprattutto i tifosi del Milan che a fine partita sono stato illusi da Leonardo. &#8220;Vincere 2-0 a Old Trafford sarebbe normale&#8221; ha detto il tecnico rossonero. Impossibile sostenere il contrario, altrimenti sarebbe da licenziamento in tronco. Qui, però, siamo al limite del <strong>paradosso</strong>. Perché vincere in Inghilterra ed eliminare <strong>Sir Alex Ferguson</strong> è possibile, ma pensare che le cose non siano (notevolmente) cambiate rispetto a tre anni fa (quando <strong>Seedorf e Kakà</strong> fecero una testa così a Cristiano Ronaldo e Scholes) è <strong>pura illusione</strong>.</p>
<p>Adesso, tutte le speranze vanno riposte in <strong>Mourinho</strong>, chiamato al (mezzo) miracolo contro il &#8220;suo&#8221; <strong>Chelsea</strong>. L&#8217;Italia avrebbe bisogno di una bella iniezione di fiducia per tornare a credere di poter reggere il confronto con le inglesi. Perché gli anni &#8216;90 sono passati e sembrano lontani anni luce, ma come si gioca a calcio non ce lo possiamo mica essere dimenticato del tutto&#8230;</p>
<p class="akst_link"><a href="http://barsport.tgcom.it/wpmu/?p=3015&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_3015" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a>
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		</item>
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		<title>Niente da fare: Balotelli è Balotelli</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 08:57:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Tgcom</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Va bene: alziamo le braccia, deponiamo le armi, ci arrendiamo. Mario Balotelli è fatto come è fatto, prendere o lasciare. Nessuno lo cambierà mai e, anche se a noi non piace proprio sempre, prendiamo e portiamo a casa. Contro il Parma è andata in scena l&#8217;ultima puntata della sagra di casa: gol decisivo una manciata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://barsport.tgcom.it/wpmu/files/2010/02/29905.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3013" src="http://barsport.tgcom.it/wpmu/files/2010/02/29905.jpg" alt="" width="250" height="150" /></a>Va bene: alziamo le braccia, deponiamo le armi, ci arrendiamo. <strong>Mario Balotelli</strong> è fatto come è fatto, prendere o lasciare. Nessuno lo cambierà mai e, anche se a noi non piace proprio sempre, prendiamo e portiamo a casa. Contro il <strong>Parma</strong> è andata in scena l&#8217;ultima puntata della sagra di casa: gol decisivo una manciata di secondi dopo l&#8217;ingresso in campo e nessuna esultanza. Perché? Perché quella, Super Mario, la utilizzerà quando serve, ovvero &#8220;nella finale del Mondiale&#8221;.<span id="more-3011"></span></p>
<p>Fermiamoci un attimo a riflettere. <strong>Vi pare normale</strong> che un ragazzo di 19 anni non esulti (quasi) mai quando segna un gol? Vi pare normale che un ragazzo di 19 anni, mai convocato in Nazionale maggiore, pensi già a quando farà gol in finale di Coppa del Mondo? Vi pare normale che questo ragazzo di 19 anni, che svolge la professione più bella del mondo, passi più tempo a mostrare i muscoli che a sorridere?</p>
<p>No, non è normale. Ma il ragazzo in questione non è uno qualunque. Le <strong>stigmate del fuoriclasse</strong> le ha impresse sul suo corpo dal giorno della nascita e, come capita a tutti i fuoriclasse di qualsivoglia categoria, ha <strong>ego smisurato</strong> e <strong>voglia di sacrificio pari a zero</strong>. Cosa che, puntualmente, <strong>fa sclerare Mourinho</strong> il quale, al termine della gara del Tardini, ha rimproverato Mario per la duecentomilionesima volta in stagione: &#8220;Lui si ferma se perde una lente a contatto, <strong>Materazzi</strong> fa 50 metri di campo anche con un muscolo stirato&#8221;. A non cambiare MAI, sono almeno in due&#8230;</p>
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		<title>L&#8217;Inter corre, ma serve accelerare</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 08:25:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Tgcom</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>

		<category><![CDATA[Champions League]]></category>

		<category><![CDATA[chelsea]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Inter continua a vincere. Vince tanto, vince sempre, per qualcuno vince addirittura troppo. Più vince, più il &#8220;rumore dei nemici&#8221; si afflevolisce, pronto però a ridondare più avanti, magari &#8221;sperando&#8221; nel Chelsea, perché &#8220;è ora di finirla di fare i forti con i deboli e i deboli con i forti&#8221;. L&#8217;Europa, quindi, come missione da non fallire, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://barsport.tgcom.it/wpmu/files/2010/02/mou.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3009" src="http://barsport.tgcom.it/wpmu/files/2010/02/mou-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>L&#8217;<strong>Inter</strong> continua a vincere. Vince tanto, vince sempre, per qualcuno vince addirittura troppo. Più vince, più il <strong>&#8220;rumore dei nemici&#8221;</strong> si afflevolisce, pronto però a ridondare più avanti, magari &#8221;sperando&#8221; nel <strong>Chelsea</strong>, perché &#8220;è ora di finirla di fare i forti con i deboli e i deboli con i forti&#8221;. L&#8217;Europa, quindi, come missione da non fallire, <strong>la Champions come obiettivo da conquistare</strong>. Perché &#8220;vincere in Italia, dopo Calciopoli e contro avversari azzoppati, è troppo semplice&#8221;. E, allora, è arrivato il momento di dimostrare di essere una <strong>squadra Speciale</strong> con un allenatore Speciale. Anche contro chi, è inutile nasconderlo, vanta i favori del pronostico.<span id="more-3007"></span></p>
<p>Il <strong>Chelsea</strong> visto contro l&#8217;<strong>Arsenal</strong> (2-0 con doppietta di Drogba) non è infatti squadra che lascia dormire sonni tranquilli, ma c&#8217;è un &#8220;ma&#8221; che incoraggia il popolo nerazzurro. L&#8217;<strong>Inter</strong> ammirata nelle ultime settimane (dal derby al Cagliari) è squadra forte, tosta, talentuosa, ricca di alternative, fresca fisicamente, conscia delle proprie capacità. E&#8217; squadra, insomma, alla quale <strong>nessuna impresa è preclusa</strong> a priori. Anzi.</p>
<p>Le apettative, dunque, sono altissime. <strong>Mourinho non può nascondersi</strong>. Ancelotti e il &#8220;suo&#8221; Chelsea lo aspettano al varco. Più di loro, tutti i detrattori d&#8217;Italia che su-per-giù fanno 60 milioni (la popolazione italiana) meno 7 milioni (i tifosi dell&#8217;Inter). &#8220;Il rumore dei nemici&#8221; al momento è stato messo a tacere. Bisogna trovare il modo di non farlo (ri)esplodere&#8230;</p>
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		<title>Il Coni come il Gf: basta bestemmie!</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 09:42:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Tgcom</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>

		<category><![CDATA[bestemmie]]></category>

		<category><![CDATA[Coni]]></category>

		<category><![CDATA[petrucci]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel Grande Fratello, se bestemmi, vai a casa. Teoricamente, ma molto teoricamente, la regola dovrebbe valere anche nel calcio, ma nessuno si è mai sognato di applicarla. Adesso, però, per porre fine alle continue imprecazioni riprese dalle telecamere e udite solo dai protagonisti sul terreno di gioco, scende in campo il presidente del Coni, Gianni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://barsport.tgcom.it/wpmu/files/2010/02/leg.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3005" src="http://barsport.tgcom.it/wpmu/files/2010/02/leg-300x183.jpg" alt="" width="300" height="183" /></a>Nel <strong>Grande Fratello</strong>, se bestemmi, vai a casa. Teoricamente, ma molto teoricamente, la regola dovrebbe valere anche nel <strong>calcio</strong>, ma nessuno si è mai sognato di applicarla. Adesso, però, per porre fine alle continue imprecazioni riprese dalle telecamere e udite solo dai protagonisti sul terreno di gioco, scende in campo il presidente del <strong>Coni</strong>, <strong>Gianni Petrucci</strong>.<span id="more-3003"></span></p>
<p>&#8220;Ho chiesto ad Abete un intervento immediato sull&#8217;uso indiscriminato delle bestemmia durante le partite - ha detto Petrucci -. Non è più accettabile vedere i calciatori comportarsi in questo modo e non è un problema di religione, è un problema di immagine che viene data ai ragazzi che assistono a questo spettacolo. Così si dà l&#8217;idea che la bestemmia sia una cosa lecita visto che nessuno la punisce&#8221;.</p>
<p>Nel recente passato, ci hanno provato prima <strong>Albertini</strong> (che ha un fratello prete) e poi <strong>Legrottaglie</strong> a sensibilizzare il mondo del calcio in relazione a questo delicato argomento, ma successi importanti non ne hanno ottenuti. Petrucci, di fatto, propone un metodo repressivo. Bestemmi? Vieni espulso. Sevirà?</p>
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		<title>&#8230;e l&#8217;Inter aumenta il gap</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 16:29:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Tgcom</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>

		<category><![CDATA[gennaio]]></category>

		<category><![CDATA[inter]]></category>

		<category><![CDATA[Juve]]></category>

		<category><![CDATA[mercato]]></category>

		<category><![CDATA[Milan]]></category>

		<category><![CDATA[Moratti]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ne aveva bisogno, ma si è rinforzata lo stesso. E per questo merita l&#8217;Oscar del mercato di gennaio. Stiamo parlando dell&#8217;Inter di Mourinho che a gennaio è riuscita nell&#8217;impresa di sfoltire la rosa, migliorandola non poco. Piazzati Suazo al Genoa, Vieira al City e Mancini al Milan, il clan nerazzurro si è assicurato Pandev [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://barsport.tgcom.it/wpmu/files/2010/02/mariga.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3001" src="http://barsport.tgcom.it/wpmu/files/2010/02/mariga-300x183.jpg" alt="" width="300" height="183" /></a>Non ne aveva bisogno, ma si è rinforzata lo stesso. E per questo merita l&#8217;Oscar del mercato di gennaio. Stiamo parlando dell&#8217;<strong>Inter</strong> di <strong>Mourinho</strong> che a gennaio è riuscita nell&#8217;impresa di sfoltire la rosa, migliorandola non poco. Piazzati <strong>Suazo</strong> al Genoa, <strong>Vieira</strong> al City e <strong>Mancini</strong> al Milan, il clan nerazzurro si è assicurato <strong>Pandev</strong> (costo zero) e <strong>Mariga</strong> (due noccioline se si considera la giovane età e gli enormi margini di miglioramento). <strong>Moratti</strong>, una volta tanto, ha saputo anche resistere alla tentazione di aprire eccessivamente il portafogli, non cedendo al &#8220;ricatto&#8221; di Lotito per <strong>Ledesma</strong>.<span id="more-2999"></span></p>
<p>Meno bene, molto meno bene hanno fatto <strong>Juventus</strong> (Candreva e l&#8217;inutile Paolucci) e <strong>Milan</strong> (Beckham è più logoro di Seedorf, Pirlo, Ambrosini e Gattuso messi insieme, Adiyiah è un punto interrogativo, Mancini praticamente è un ex giocatore). Tutto a dimostrazione che i tempi sono cambiati e, tra l&#8217;altro,  sono destinati a peggiorare. <strong>Pandev</strong>, infatti, <strong>avrebbe fatto comodo a chiunque</strong>, ma al momento né in via Turati né in Corso Galileo Ferraris possono competere con Corso Vittorio Emanuele.</p>
<p>A Moratti, ormai, considerata la maggior disponibilità economica rispetto alle rivali, basta una telefonata per convincere chicchessia a vestire il nerazzurro. Un po&#8217; come accadeva a Boniperti prima e Berlusconi poi. Ricordate quando il Milan acquistava <strong>Lentini</strong> solo per toglierlo alla concorrenza o il Pallone d&#8217;Oro <strong>Papin</strong> solo per completare un organico stellare e magari confinarlo in tribuna? Medioevo&#8230;</p>
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