Ci mancava pure questa. L’Italia a pezzi umiliata dal Messico ne perde un altro e pure pregiato. Pirlo quasi sicuramente dovrà rinunciare al Sudafrica. E la Nazionale con meno fantasia che si ricordi deve fare a meno di quel po’ di fosforo che le restava a centrocampo. …Leggi il resto »

La Milano nerazzurra pazza per la vittoria dell’Inter
in Champions: guarda i video di Alessandro Trevisani

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Diego Milito è l’uomo del destino dell’Inter. Ancor più di Mourinho. Perchè è dai piedi di Milito che sono arrivati i due gol che al Bernabeu hanno steso il Bayern Monaco, riportando i nerazzurri sul tetto d’Europa dopo quarantacinque lunghissimi anni.Il Principe ha dimostrato di essere implacabile nei momenti decisivi.

Non importa se si sta giocando la finale di Champions, quella della Tim Cup, o l’ultima giornata di un campionato all’ultimo respiro: lui la mette dentro. Lui, il Normal One, quello tutto casa, famiglia e gol.
Una stagione perfetta la sua, che proseguirà con un Mondiale in cui ha tutte le carte in regola per giocare da protagonista, Maradona permettendo. Una stagione che lo mette in pole position per il prossimo Pallone d’Oro.

Ma se l’Inter, dopo anni di digiuni fa indigestione di successi e, ingorda, agguanta un magnifico triplete lo deve a un collettivo che ha dimostrato di essere determinato e compatto, in cui i singoli talenti sono all’assoluto servizio della squadra. E di questo il merito è senza dubbio di Josè Mourinho, in grado di regalare ai tifosi nerazzurri un sogno dopo anni di incubi, o di successi a metà. Ora resta da vedere se continuerà a sedere sulla panchina dell’Inter. Ma questa è un’altra storia.

Elvira Pollina

Piange José Mourinho, piangono i romanisti. Ma le lacrime dell’allenatore portoghese mentre ritira a Siena il premio per il secondo scudetto consecutivo da quando Massimo Moratti lo ha chiamato a Milano sono di gioia. E’ ancora lui, lo Special One, il simbolo di questo trionfo, il diciottessimo tricolore della storia dell’Inter. E’ lo scudetto di Mourinho e di Diego Milito che anche stavolta ha messo la  sua firma: è lui a segnare l’1-0 ai toscani che spegne i sogni della Roma al dodicesimo della ripresa, risolvendo alla sua maniera una partita complicata e ricacciando i giallorossi, virtualmente campioni per diciassette minuti, al secondo posto in classifica. …Leggi il resto »

La Juventus ha chiesto ufficialmente la revoca dello scudetto 2006 e il deferimento degli altri club colpevoli (eventualmente) della violazione dell’articolo 1 del codice sportivo. Il primo passo ufficiale dell’era Andrea Agnelli, quindi, è di quelli che lasciano il segno. Per alcuni, un atto dovuto, un segno di rispetto nei confronti dei tifosi bianconeri e della verità. Per altri, un gesto inelegante che dimostra l’incapacità della Juve di accettare un verdetto e di mettersi alle spalle Calciopoli. …Leggi il resto »


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