Esisteva una volta la Juventus. Vincente, lungimirante, incapace di esonerare un allenatore. Esisteva, appunto. Adesso è un’altra squadra ma, soprattutto, è un’altra società. Quelli che da molti vengono definiti i “nostalgici di Moggi” probabilmente sono solo nostalgici della competenza di Moggi; uno che di errori ne ha fatti molti, ma che di scelte azzeccate ne ha fatte ancora di più. Una proprietà forte e una società capace sono prerogative imprescindibili per ottenere successi importanti e i risultati della Juve di oggi sono lì a dimostrarlo. Tra John Elkann e Jean Claude Blanc non si sa chi sia il braccio e chi la mente delle ultime “geniali” trovate. Di sicuro, entrambi hanno tante idee e tutte molte confuse. Leggi il resto »
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Ferrara resta. E quindi?
Ciro Ferrara è stato confermato dalla Juventus perché “il problema non è lui”. Questa, almeno, è stata la spiegazione data dal vice dg Roberto Bettega al termine del lungo vertice (tre ore circa) che si è tenuto all’interno del quartier generale bianconero all’indomani dell’ennesima sconfitta stagionale, quella contro il Chievo. Preso atto della decisione del presidente Blanc e dei suoi soci, la domanda sorge spontanea: “Allora, di chi è la colpa?”. La Juventus naviga in cattive acque, non ha un gioco, non ha uno schema base, non ha un’anima, non ha più l’Europa che conta, non ha più alcuna velleità di scudetto. Eppure… non c’è alcun responsabile. Almeno così sembra. Almeno così provano a farci credere. Leggi il resto »
Diciamo le cose come stanno: Alessandro Del Piero, oggi come oggi, è un calciatore di buon livello e nulla più. Ha ancora i colpi del campione e la leadership del fuoriclasse, ma il fisico è logoro e le gambe sono quelle di un 35enne con 18 primavere ad altissimo livello alle spalle. Eppure…
Eppure, Alessandro Del Piero è (probabilmente) ancora indispensabile alla causa bianconera. Contro il Napoli, in Coppa Italia, ha ritrovato il gol, ha salvato Ferrara dall’esonero, ha restituito Diego al suo ruolo naturale e si è ripreso la Juve che sembrava averlo dimenticato.
Adesso Lippi fa paura
Tirare il freno a mano, fare una bella inversione a “U” e cambiare strada prima che sia troppo tardi. L’obiettivo della Juventus, ridotta a rottame al termine di una lunga serie di incidenti, è chiaro: arrivare a Hiddink per evitare lo strapiombo. Ovvero, restare con Ferrara? No, rimettersi nelle mani di Lippi. Sì, perché l’uomo che ha consigliato Grosso, l’uomo che ha rivoluto Cannavaro, l’uomo che ha “imposto” Ferrara, ma soprattutto l’uomo capace di pronosticare la Juve campione d’Italia ad agosto, adesso fa una paura tremenda. Leggi il resto »
Non lascia la barca
Non lascia la barca, preferisce affondare. Non è un bel momento per Ciro Ferrara. Non è un bel momento per la Juventus e i suoi tifosi. Altra sconfitta, la sesta nelle ultime otto partite. E ancora niente gioco. Tre gol subiti da palle inattive: Nesta, Ronaldinho, Ronaldinho. Felipe Melo in evidente difficoltà (suo l’errore che causa il primo gol rossonero”. Amauri inesistente, come quasi tutta la squadra del resto. La stagione però va salvata. Leggi il resto »






