C’è chi nasce in camicia e chi nasce in canotta. José Mourinho è nato in camicia, Rafa Benitez in canotta. Per capirlo, basta aguzzare la vista. Il primo è bello, magro, ricco. Il secondo è ricco, bruttarello e decisamente grassoccio. Nulla di male, per carità. Il problema è che i due hanno un distinguo decisamente più “pesante”. Il primo da Moratti ha avuto tutto, ma proprio tutto, quel che poteva ottenere: da Milito a Sneijder, da Lucio a Quaresma (!). Il secondo, invece, non ha avuto un bel niente, nemmeno una figurina da appiccicare all’armadietto dello spogliatoio. Perché Coutinho e Biabiany erano già nerazzurri mentre Balotelli è volato via senza colpo ferire. Leggi il resto »
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Ibra domenica e Robinho martedì. Nel giro di 48 ore il Milan ha messo a segno i due colpi potenzialmente più pesanti dell’intera fiera dei sogni del mercato. Dopo due mesi di tentennamenti e dintorni, Galliani riallinea i suoi alla corazzata Inter, ancor’oggi da ritenersi favorita nella corsa allo scudetto. Al Milan arriva Robinho (per 18 milioni più bonus) mentre la Roma strappa Borriello alla Juventus scatenando l’entusiasmo nell’etere capitolino. La Juventus ha chiuso il mercato prendendo Leggi il resto »
La Juventus ha chiesto ufficialmente la revoca dello scudetto 2006 e il deferimento degli altri club colpevoli (eventualmente) della violazione dell’articolo 1 del codice sportivo. Il primo passo ufficiale dell’era Andrea Agnelli, quindi, è di quelli che lasciano il segno. Per alcuni, un atto dovuto, un segno di rispetto nei confronti dei tifosi bianconeri e della verità. Per altri, un gesto inelegante che dimostra l’incapacità della Juve di accettare un verdetto e di mettersi alle spalle Calciopoli. Leggi il resto »
Volendo, di Roma-Inter, finale di Coppa Italia, si potrebbero scrivere un paio di libri. Infiniti i possibili temi da approfondire: le scelte iniziali dei due tecnici, il fantastico gol di Milito, le (comprensibili) difficoltà dell’arbitrio Rizzoli, il monitor di Mourinho, i pugni di Mexes, lo starpotere nerazzurro nella seconda metà di gara, l’impotenza di Ranieri, il nuovo amore scoppiato tra Balotelli e l’Inter, il sascrificio di Eto’o, la triste invasione di campo, il primo trofeo del 2010 dell’Inter, il (comprensibile) vanto dello Special al termine della gara, la stizza di Materazzi, etc etc etc. Bene, tutto questo sarà (e non solo momentaneamente) messo da parte per parlare dell’unico gesto che verrà davvero ricordato per settimane, mesi, anni: il calcione rifilato da capitan Totti a Balotelli al minuto 90. “Calcione” corredato da “calcino” alla testa pescato dalla telecamere. Tutto vero, purtroppo. Leggi il resto »
L’unica anomalia di Lazio-Inter è stata la prestazione di Muslera. Incredibile a dirsi, ma il portierino bianconceleste ha (persino) parato il parabile. I suoi compagni, però, forse per pareggiare i conti all’interno dello spogliatoio, si sono “impegnati parecchio” riuscendo “facilmente” a perdere la partita. Beh, diciamoci la verità: come sarebbe andata a finire lo si sapeva con largo anticipo; sulla (scarsissima) opposizione della Lazio avrebbe scommesso anche il più accanito sostenitore bianconceleste; sulle polemiche giallorosse pure. Non prima di aver precisato che quello andato in scena all’Olimipico è stato uno spettacolo pietoso e che 22 giocatori che “lottano” per lo stesso risultato mettono una tristezza infinita, viene spontanea una riflessione/provocazione: noi ci stupiamo dello stupore. Leggi il resto »






