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Caro Moratti, non ti crediamo. Quando il presidente dell’Inter dice “Non sono per nulla preoccupato dal fatto che Raiola abbia preso la procura di Balotelli perché con lui abbiamo fatto ottimi affari”, in realtà, dice una bugia. Il passaggio di Super Mario sotto la scuderia del buon Carmine, infatti, non preannuncia nulla di buono. Preannuncia, anzi, un addio anticipato all’Inter. Perché questo racconta la storia passata. E perché questo racconta la storia recente. Leggi il resto »

Le sentenze vanno rispettate. Sempre e comunque. La prima società a doverlo sapere è l’Inter che dalle decisioni dei giudici di Calciopoli ha tratto enorme vantaggio. In via Durini nessuno, nell’estate del 2006, si sognò di alzare un dito né tanto meno di rifiutare uno scudetto. E ci mancherebbe altro. Coerenza vorrebbe, però, che adesso Massimo Moratti facesse altrettanto, rimproverando i suoi e incassando multe e squalifiche varie. Sacrosante, tra l’altro. Leggi il resto »

Va bene: alziamo le braccia, deponiamo le armi, ci arrendiamo. Mario Balotelli è fatto come è fatto, prendere o lasciare. Nessuno lo cambierà mai e, anche se a noi non piace proprio sempre, prendiamo e portiamo a casa. Contro il Parma è andata in scena l’ultima puntata della sagra di casa: gol decisivo una manciata di secondi dopo l’ingresso in campo e nessuna esultanza. Perché? Perché quella, Super Mario, la utilizzerà quando serve, ovvero “nella finale del Mondiale”. Leggi il resto »

L’Inter continua a vincere. Vince tanto, vince sempre, per qualcuno vince addirittura troppo. Più vince, più il “rumore dei nemici” si afflevolisce, pronto però a ridondare più avanti, magari ”sperando” nel Chelsea, perché “è ora di finirla di fare i forti con i deboli e i deboli con i forti”. L’Europa, quindi, come missione da non fallire, la Champions come obiettivo da conquistare. Perché “vincere in Italia, dopo Calciopoli e contro avversari azzoppati, è troppo semplice”. E, allora, è arrivato il momento di dimostrare di essere una squadra Speciale con un allenatore Speciale. Anche contro chi, è inutile nasconderlo, vanta i favori del pronostico. Leggi il resto »

Non ne aveva bisogno, ma si è rinforzata lo stesso. E per questo merita l’Oscar del mercato di gennaio. Stiamo parlando dell’Inter di Mourinho che a gennaio è riuscita nell’impresa di sfoltire la rosa, migliorandola non poco. Piazzati Suazo al Genoa, Vieira al City e Mancini al Milan, il clan nerazzurro si è assicurato Pandev (costo zero) e Mariga (due noccioline se si considera la giovane età e gli enormi margini di miglioramento). Moratti, una volta tanto, ha saputo anche resistere alla tentazione di aprire eccessivamente il portafogli, non cedendo al “ricatto” di Lotito per Ledesma. Leggi il resto »


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